Facility management: le certificazioni più richieste per gare e appalti

Un’impresa di facility management deve garantire che edifici, impianti e servizi funzionino ogni giorno. Pulizia, manutenzione, gestione energetica e servizi agli occupanti richiedono organizzazione, personale preparato e controlli costanti. Quando un committente sceglie a chi affidare queste attività, cerca un partner capace di documentare la propria affidabilità.

Le certificazioni per il facility management aiutano a rendere verificabile il modo in cui l’impresa gestisce qualità, sicurezza, ambiente e persone. Possono contribuire alla qualifica come fornitore e assumere un ruolo nelle gare, secondo i requisiti e i criteri stabiliti dal committente.

Quali conviene valutare? Dipende dai servizi offerti e dai contratti a cui si punta. Ecco nove certificazioni da conoscere, con le loro applicazioni nel settore.

1. ISO 9001: organizzare e controllare la qualità dei servizi

La ISO 9001 definisce i requisiti di un sistema di gestione per la qualità. Il suo obiettivo è aiutare l’organizzazione a soddisfare i requisiti applicabili e le esigenze del cliente, migliorando i propri processi.

Nel facility management può tradursi in modalità condivise per programmare gli interventi, verificare le attività svolte e gestire reclami o disservizi. Per esempio, un’impresa che opera su più immobili può definire controlli omogenei per tutte le squadre.

I benefici operativi possono comprendere:

  • responsabilità e procedure più chiare;
  • tracciabilità degli interventi e delle verifiche;
  • gestione delle non conformità e delle azioni di miglioramento.

Per il committente, la certificazione offre un riscontro sul sistema organizzativo che sostiene il servizio. Nella qualifica e nelle gare occorre verificare che il campo del certificato comprenda le attività pertinenti.

2. ISO 14001: gestire gli impatti ambientali

La ISO 14001 riguarda il sistema di gestione ambientale. Aiuta l’impresa a individuare gli aspetti ambientali delle proprie attività e a organizzare obiettivi, controlli e miglioramento delle prestazioni.

Nel facility management gli ambiti da considerare possono includere consumi di acqua ed energia, prodotti utilizzati, rifiuti e attività di manutenzione. Per un’impresa di pulizia, ad esempio, il percorso può coinvolgere dosaggio dei detergenti, acquisti e gestione degli imballaggi.

Un sistema applicato con continuità può supportare:

  • il controllo degli impatti connessi ai servizi;
  • il monitoraggio dell’impiego di risorse;
  • la raccolta di evidenze ambientali da presentare ai clienti.

La certificazione assume particolare interesse quando i committenti inseriscono requisiti ambientali nella selezione dei fornitori. La verifica dei singoli Criteri Ambientali Minimi, quando applicabili, richiede comunque evidenze specifiche.

3. ISO 45001: proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori

La ISO 45001 definisce i requisiti di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, orientato alla prevenzione di infortuni e malattie professionali e al miglioramento delle condizioni di lavoro.

Per le imprese di facility management è un tema concreto: gli operatori possono utilizzare attrezzature, movimentare carichi, lavorare sugli impianti o intervenire in ambienti condivisi con altre aziende.

Il sistema può aiutare a:

  • integrare la prevenzione nella pianificazione delle attività;
  • coinvolgere i lavoratori nella gestione dei rischi;
  • verificare l’efficacia delle misure adottate e delle azioni correttive.

La certificazione consente di documentare l’organizzazione della prevenzione anche verso i committenti. Gli adempimenti previsti dalla normativa sulla sicurezza restano da rispettare in relazione alle attività effettivamente svolte.

4. SA8000: dare evidenza alla responsabilità sociale

La SA8000 è uno standard di certificazione dedicato ai diritti dei lavoratori e alle condizioni di lavoro. È particolarmente pertinente per le imprese in cui il servizio dipende dall’organizzazione di numerose persone, come pulizia e multiservizi.

Il percorso interessa temi quali orari, retribuzione, non discriminazione, libertà di associazione e tutela della salute e sicurezza, attraverso un sistema di gestione della responsabilità sociale.

Per un’impresa del settore significa lavorare su:

  • condizioni di lavoro e processi di controllo;
  • ascolto dei lavoratori e gestione delle segnalazioni;
  • attenzione ai rischi sociali nei rapporti con fornitori e subfornitori.

La certificazione può contribuire alla qualifica presso committenti che valutano gli aspetti sociali della filiera. In alcune gare viene valorizzata anche attraverso specifici criteri dell’offerta tecnica.

5. UNI/PdR 125: rendere misurabili le politiche di parità di genere

La certificazione secondo la UNI/PdR 125 riguarda il sistema di gestione della parità di genere e utilizza indicatori per misurare le politiche e i risultati dell’organizzazione.

Per un’impresa di facility management può essere l’occasione per esaminare selezione, sviluppo professionale, equità retributiva e conciliazione tra vita e lavoro, tenendo conto delle diverse mansioni e sedi operative.

Tra le applicazioni concrete:

  • definire obiettivi e responsabilità sulle pari opportunità;
  • monitorare gli indicatori previsti;
  • verificare l’efficacia delle misure adottate.

La parità di genere certificata ha anche una specifica rilevanza negli appalti pubblici: la valorizzazione con un maggior punteggio. Per valutarne l’effetto occorre leggere criteri, pesi e modalità di comprova della procedura.

6. ISO 41001: un sistema dedicato al facility management

La ISO 41001 è lo standard specifico per il sistema di gestione del facility management. Collega l’erogazione dei servizi alle esigenze e agli obiettivi dell’organizzazione committente.

È un riferimento da valutare soprattutto quando l’impresa coordina più servizi e deve governare il rapporto tra persone, spazi e attività. Un’applicazione pratica può riguardare la definizione delle responsabilità, il coordinamento dei fornitori e la verifica dei risultati attesi dal cliente.

Il percorso può aiutare a:

  • collegare la gestione operativa agli obiettivi della commessa;
  • organizzare il coordinamento tra servizi diversi;
  • rendere più sistematica la valutazione delle prestazioni.

La certificazione riguarda il sistema dell’organizzazione; le qualifiche personali del facility manager hanno un oggetto distinto. Il suo eventuale valore ai fini dell’ammissione o del punteggio va verificato negli atti della gara o nella procedura di qualifica del cliente.

7. ISO 50001: migliorare la gestione dell’energia

La ISO 50001 riguarda il sistema di gestione dell’energia. Prevede un approccio basato su dati, obiettivi e misurazione dei risultati per migliorare la prestazione energetica.

Merita attenzione quando il facility comprende conduzione degli impianti e gestione dei consumi. Le applicazioni possono riguardare, ad esempio, il monitoraggio energetico e la valutazione degli effetti delle regolazioni o degli interventi sugli impianti.

I benefici potenziali includono:

  • maggiore conoscenza degli usi energetici;
  • individuazione delle opportunità di miglioramento;
  • verifica dei risultati attraverso indicatori coerenti.

La pertinenza dipende dal perimetro del sistema e dalle attività realmente controllate dall’impresa. Per presentarla al cliente occorre chiarire quali organizzazioni, siti e processi siano compresi nel certificato: la certificazione del fornitore non si estende automaticamente a tutti gli immobili gestiti.

8. ISO/IEC 27001: tutelare informazioni e servizi digitali

La ISO/IEC 27001 definisce i requisiti del sistema di gestione della sicurezza delle informazioni, considerando riservatezza, integrità e disponibilità.

Nel facility management è da valutare quando l’impresa gestisce piattaforme di manutenzione, documentazione tecnica, credenziali o informazioni affidate dai committenti. Il tema riguarda anche le persone e le procedure con cui i dati vengono utilizzati.

Un sistema strutturato può supportare:

  • l’analisi dei rischi per le informazioni;
  • la gestione degli accessi e dei fornitori coinvolti;
  • la preparazione e la risposta agli incidenti.

Per chi propone servizi digitali integrati, la certificazione può offrire evidenze utili nella qualifica del fornitore, purché il suo campo di applicazione includa i servizi e i processi rilevanti per il cliente.

9. ISO 37001: prevenire i rischi di corruzione

La ISO 37001 riguarda il sistema di gestione per la prevenzione della corruzione. Prevede misure per prevenire, individuare e affrontare i relativi rischi, nei rapporti pubblici e privati.

Per un’impresa che gestisce commesse, acquisti e subfornitori, le applicazioni possono comprendere la valutazione dei partner, i controlli sulle operazioni e la gestione delle segnalazioni.

Il sistema può aiutare a:

  • identificare i rapporti e le attività più esposti;
  • definire responsabilità e controlli;
  • formare il personale sui comportamenti e sulle procedure da seguire.

La certificazione può sostenere la documentazione dei presidi adottati verso clienti che richiedono verifiche di integrità del fornitore. La scelta va collegata al profilo di rischio e alle richieste dei committenti; il suo possesso non attesta l’assenza assoluta di illeciti.

 Contattaci per verificare la certificazione più adatta alle tue esigenze 

Da quali certificazioni partire?

Il primo passo è mettere a confronto i servizi erogati, le certificazioni già possedute e le richieste delle commesse a cui l’impresa vuole accedere.

Per un’azienda di pulizia e multiservizi, qualità, ambiente, sicurezza e gestione delle persone sono aree da esaminare per prime. Per chi offre gestione integrata, servizi energetici o piattaforme digitali, diventano pertinenti anche i rispettivi standard specialistici. Questa è una priorità di analisi, da confermare sulle esigenze dell’impresa e dei suoi clienti.

Prima di avviare un percorso, conviene verificare:

  • quali requisiti ricorrono nei bandi e nelle qualifiche di interesse;
  • quali attività e sedi debbano rientrare nel certificato;
  • quali processi siano già applicati e quali vadano sviluppati;
  • quali risorse e tempi servano per attuare e mantenere il sistema.

Un sistema di gestione integrato può coordinare procedure, audit e responsabilità comuni a più standard, mantenendo riconoscibili i requisiti di ciascuno.

Vuoi qualificare la tua impresa di facility management?

QSM affianca le imprese nei percorsi di sviluppo dei sistemi di gestione e nella formazione del personale. Partendo dai servizi offerti e dalle richieste dei committenti, è possibile individuare le priorità e preparare l’organizzazione al percorso di certificazione, il cui rilascio compete all’organismo indipendente incaricato.

Contatta QSM per valutare quali certificazioni sono pertinenti alle gare e alle commesse a cui punta la tua impresa.

FAQ

Quali certificazioni sono obbligatorie per partecipare alle gare di facility management?

Non esiste un elenco unico di certificazioni obbligatorie per tutte le gare di facility management. Le condizioni dipendono dalle prestazioni richieste, dalle norme applicabili e dagli atti della procedura. Occorre verificare quali certificazioni siano richieste per partecipare, quali attribuiscano punteggio e quali evidenze siano ammesse.

Il certificato va inoltre valutato insieme agli altri requisiti: iscrizioni e abilitazioni pertinenti, capacità economica, esperienza e risorse professionali. Il possesso di una ISO, da solo, non dimostra tutti i requisiti necessari per concorrere. Riferimento: articolo 100 del Codice dei contratti pubblici.

Le certificazioni permettono di ottenere più punti nelle gare d’appalto?

Possono contribuire al punteggio, secondo i criteri e i pesi previsti dalla procedura. Non esiste un numero di punti fisso associato a ciascuna certificazione.

Per la parità di genere certificata, l’articolo 108, comma 7, prevede una specifica valorizzazione premiale. L’impresa deve comunque controllare come il disciplinare definisce punteggio e modalità di comprova. La certificazione contribuisce alla valutazione dell’offerta nelle condizioni previste; l’aggiudicazione dipende dal risultato complessivo della gara. Riferimento: articolo 108

La ISO 14001 è sufficiente per dimostrare il rispetto dei CAM?

No. La ISO 14001 riguarda il sistema di gestione ambientale; i Criteri Ambientali Minimi richiedono verifiche riferite allo specifico appalto. Per i servizi di pulizia, ad esempio, possono essere richieste evidenze sulle caratteristiche dei prodotti, sulle modalità operative e sulla formazione degli addetti.

Occorre individuare il decreto applicabile e associare a ogni criterio il mezzo di prova previsto. La certificazione ambientale può supportare l’organizzazione dei controlli, ma non sostituisce tutte le evidenze richieste. Approfondisci i requisiti CAM.

L’attestazione SOA serve anche alle imprese di facility management?

La SOA riguarda la qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici e non è un requisito generale di tutti i servizi di facility management. L’articolo 100, comma 4, prevede la qualificazione per gli appalti di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro.

Se il contratto comprende anche lavori, occorre esaminare le prestazioni, le categorie, gli importi e le regole applicabili. La denominazione “facility management” dell’appalto non permette, da sola, di stabilire se la SOA sia necessaria. Riferimento: articolo 100.

Contattaci per una consulenza