La UNI EN ISO 26000:2020 aiuta imprese, enti e organizzazioni a integrare la responsabilità sociale nelle decisioni, nei processi e nelle relazioni con gli stakeholder.

La norma non prevede una certificazione. Fornisce invece un quadro internazionale per individuare gli impatti dell’organizzazione, stabilire le priorità, definire azioni concrete e comunicare in modo trasparente impegni e risultati.

QSM supporta l’applicazione della ISO 26000 attraverso analisi iniziale, coinvolgimento degli stakeholder, pianificazione degli interventi, definizione degli indicatori e integrazione con i sistemi di gestione già presenti.

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Che cos’è la UNI EN ISO 26000:2020

La ISO 26000 è la linea guida internazionale dedicata alla responsabilità sociale delle organizzazioni. Si applica a imprese private, amministrazioni pubbliche, enti non profit e organizzazioni di qualsiasi dimensione, settore o localizzazione.

La versione internazionale ISO 26000:2010 è stata confermata da ISO nel 2025 e rimane vigente. In Italia il riferimento è la UNI EN ISO 26000:2020, in vigore dal 10 dicembre 2020.

La norma fornisce indicazioni per:

  • comprendere principi e temi della responsabilità sociale;
  • individuare gli impatti generati dalle attività dell’organizzazione;
  • riconoscere e coinvolgere gli stakeholder;
  • definire le questioni rilevanti e le priorità d’intervento;
  • integrare comportamenti responsabili nelle politiche e nei processi;
  • considerare anche la propria sfera di influenza;
  • comunicare impegni, prestazioni e risultati;
  • contribuire allo sviluppo sostenibile, andando oltre il semplice rispetto degli obblighi di legge.

La conformità legislativa resta un presupposto fondamentale. La ISO 26000 aiuta l’organizzazione a sviluppare un approccio più ampio, coerente e volontario alla sostenibilità.

Per approfondire sono disponibili la scheda ufficiale ISO 26000 e la scheda italiana UNI EN ISO 26000:2020.

I sette principi della ISO 26000

La ISO 26000 individua sette principi che dovrebbero orientare le decisioni e i comportamenti dell’organizzazione:

  1. Responsabilità di rendere conto, assumendo la responsabilità degli impatti generati.
  2. Trasparenza, rendendo accessibili le informazioni rilevanti sulle decisioni e sulle attività.
  3. Comportamento etico, fondato su integrità, equità e correttezza.
  4. Rispetto degli interessi degli stakeholder, considerando le aspettative delle parti interessate.
  5. Rispetto del principio di legalità, assicurando la conformità alle leggi applicabili.
  6. Rispetto delle norme internazionali di comportamento, soprattutto quando la legislazione locale offre tutele insufficienti.
  7. Rispetto dei diritti umani, riconoscendone universalità e importanza.

Questi principi costituiscono la base per valutare le pratiche già adottate e definire le azioni di miglioramento.

I sette temi fondamentali della ISO 26000

L’analisi della responsabilità sociale si sviluppa attraverso sette temi fondamentali:

  • governo dell’organizzazione, elemento centrale che indirizza decisioni, responsabilità e controlli;
  • diritti umani, comprese prevenzione degli abusi, non discriminazione e tutela dei diritti fondamentali;
  • rapporti e condizioni di lavoro, inclusi occupazione, relazioni professionali, salute, sicurezza e sviluppo delle persone;
  • ambiente, con riferimento all’uso delle risorse, alle emissioni, alla prevenzione dell’inquinamento e alla tutela degli ecosistemi;
  • corrette prassi gestionali, come anticorruzione, concorrenza leale e comportamento responsabile nella catena del valore;
  • aspetti relativi ai consumatori, tra cui informazione corretta, sicurezza, assistenza, privacy e consumo sostenibile;
  • coinvolgimento e sviluppo della comunità, attraverso occupazione, competenze, investimenti sociali e relazioni con il territorio.

Non tutti gli aspetti hanno lo stesso peso per ogni organizzazione. La ISO 26000 richiede di valutarne rilevanza, significatività e connessione con le attività svolte.

ISO 26000, ESG e sostenibilità

Sebbene venga frequentemente associata alla dimensione sociale, la ISO 26000 affronta anche aspetti ambientali e di governo dell’organizzazione. Può quindi contribuire a strutturare un approccio coerente ai fattori ESG.

La norma può supportare:

  • la definizione di politiche e responsabilità;
  • il coinvolgimento degli stakeholder;
  • l’identificazione degli impatti;
  • la costruzione di obiettivi e indicatori;
  • la gestione responsabile della catena di fornitura;
  • la raccolta delle informazioni per il bilancio di sostenibilità;
  • il collegamento tra iniziative aziendali e Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

La ISO 26000 non costituisce però un rating ESG, uno standard di rendicontazione o una certificazione di sostenibilità. Non sostituisce inoltre gli obblighi normativi o gli standard di reporting eventualmente applicabili all’organizzazione.

ISO 26000 e altri standard: quali differenze?

Riferimento

Ambito principale

Certificabile

ISO 26000

Linee guida complessive sulla responsabilità sociale

No

SA8000

Diritti dei lavoratori e condizioni di lavoro nella filiera

Sì

PAS 24000

Sistema di gestione sociale e criteri di prestazione

Sottoponibile a verifica secondo lo schema adottato

UNI/PdR 125

Sistema di gestione per la parità di genere

Sì

ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro

Sì

Questi riferimenti non sono necessariamente alternativi. La ISO 26000 può svolgere la funzione di quadro generale, mentre gli altri standard approfondiscono ambiti specifici o introducono requisiti verificabili.

Consulenza QSM per l’applicazione della ISO 26000

QSM affianca imprese ed enti nella trasformazione delle indicazioni della ISO 26000 in un programma concretamente applicabile.

Il supporto può comprendere:

  • analisi preliminare delle esigenze e degli obiettivi;
  • assessment delle pratiche già adottate;
  • mappatura degli stakeholder e della sfera di influenza;
  • individuazione degli impatti e delle questioni prioritarie;
  • definizione o revisione della politica di responsabilità sociale;
  • predisposizione del piano d’azione;
  • definizione di obiettivi e indicatori;
  • revisione del codice etico e dei criteri applicati ai fornitori;
  • integrazione con sistemi di gestione già presenti;
  • supporto alla raccolta e organizzazione delle evidenze;
  • collegamento con il bilancio di sostenibilità;
  • formazione di direzione, responsabili di funzione e personale;
  • monitoraggio periodico e aggiornamento del programma.

Il progetto viene calibrato sulla dimensione dell’organizzazione, sul settore, sulla complessità della filiera e sul livello di maturità già raggiunto.

Metodo QSM

FAQ

Un’azienda può dichiararsi certificata ISO 26000?

No. Può comunicare di avere utilizzato o applicato le linee guida della norma, purché la dichiarazione sia veritiera e supportata da evidenze, ma non dovrebbe definirsi “certificata ISO 26000”.

Qual è la differenza tra ISO 26000:2010 e UNI EN ISO 26000:2020?

ISO 26000:2010 è l’edizione internazionale. UNI EN ISO 26000:2020 è il riferimento adottato nel sistema normativo europeo e italiano. L’anno 2020 non identifica una nuova edizione internazionale della norma.

Qual è la differenza tra ISO 26000 e SA8000?

La ISO 26000 è una linea guida generale sulla responsabilità sociale e non è certificabile. La SA8000 contiene requisiti verificabili e si concentra soprattutto sui diritti dei lavoratori, sulle condizioni di lavoro e sulla catena di fornitura.

La ISO 26000 è obbligatoria?

No, l’adozione è volontaria. Restano naturalmente obbligatorie le disposizioni legislative applicabili alle attività e agli impatti dell’organizzazione.

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